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Claire Foy sarà Lisbeth Salander in The Girl in the Spider's Web

Dopo Noomi Rapace e Rooney Mara, il personaggio iconico della ahcker/detective Lisbeth Salander avrà il volto di Claire Foy. L'attrice britannica sarà infatti la protagonista di The Girl in the Spider's Web, adattamento del nuovo episodio della saga letteraria di Millennium scritta da Stieg Larsson e portata avanti da David Lagercrantz

Le riprese del film inizieranno il prossimo gennaio, e come set principali avranno Berlino e Stoccolma. Il film arriverà nelle sale internazionali a partire dal 19 ottobre 2018. Come noto alla regia è stato chiamato dalla Sony Fede Alvarez, che si è dimostrato ottimo autore di genere prima con il remake de La casa e successivamente con il successo del thriller A Man in the Dark

La carriera di Claire Foy è dunque lanciatissima: dopo il successo arrivato con la serie Netflix The Crown, per cui ha vinto un Golden Globe come miglior attrice drammatica, l'attrice ha realizzato Breathe per la regia di Andy Serkis, film per cui molti la danno già come possibile candidata all'Oscar. Il film è stato presentato all'ultimo Toronto Film Festival ottenendo un più che discreto consenso da parte della critica. La Foy ha poi appena finito di girare Unsane, film "sperimentale" di Steven Soderbergh e tra poco andrà sul set di First Man, nuova regia di Damien Chazelle dove reciterà accanto a Ryan Gosling e Kyle Chandler


Addio al grande Harry Dean Stanton, scomparso a 91 anni

Uno dei grandi caratteristi della storia del cinema americano, Harry Dean Stanton, è morto alla veneranda età di 91 anni.

Impossibile ricordare tutti i capolavori da lui girati, ma qualche titolo vale la pena scriverlo comunque. Eccome se vale. Noi lo abbiamo amato ad esempio in un western sfortunato quale Missouri di Arthur Penn, dove recitava insieme a titani del calibro di Marlon Brando e del suo grande amico Jack Nicholson. La fama internazionale l'aveva raggiunta nel 1979 con Alien di Ridley Scott, e sempre nel filone di fantascienza due anni dopo aveva realizzato un altro cult-movie assoluto come 1997: Fuga da New York di John Carpenter.

Harry Dean Stanton ha lavorato con tutti i più grandi autori del cinema americano e non solo: da Robert Altman a Francis Ford Coppola, da Martin Scorsese a David Lynch e molti altri. Due film da lui interpretati hanno trionfato al festival di Cannes: nel 1984 Paris, Texas di Wim Wenders, di cui era vibrante protagonista, e nel 1990 Cuore selvaggio di David Lynch.

Cos'altro ricordare di questo immenso e gentile personaggio? Forse la sua ultima, commovente interpretazione in Lucky, visto all'ultimo Locarno Festival. Speriamo dunque di poter rivedere il grande Harry in sala ancora una volta anche in Italia.

Eccovi il commovente omaggio che Daniela Catelli fece a Harry Dean Stanton in occasione dei suoi 90 anni. 

Toronto Film Festival: convincono Woman Walks Ahead con Jessica Chastain e la farsa The Death of Stalin

Gli ultimi film presentati al Toronto Film Festival 2017 hanno riservato alcune gradite sorprese, soprattutto con prodotti ancora non pubblicizzati ma in grado di regalare cinema robusto nella storia e ottimamente interpretato.

Primo film meritevole di segnalazione è Woman Walks Ahead, western di frontiera di Susanna White con protagonista un’eccellente Jessica Chastain. Alla sceneggiatura del film troviamo Steven Knight, e si sente fin dalle prime scene. La storia si dipana infatti con solidità e pienezza, sia nel ritrarre la pittrice protagonista che i personaggi comprimari. Il dramma della presa di coscienza di una donna nei confronti della popolazione dei Nativi Americani all’epoca della violenza subita e perpetrata negli scontri con l’esercito americano viene messo in scena dalla White con tocco intimista, sfruttando molto spesso anche la bellezza dei paesaggi e della luce naturale per dare vita alle emozioni dei suoi personaggi. Woman Walks Ahead è un film bello da vedere e intenso da vivere, il quale riserva anche alcune gradite sorprese nel cast di supporto: Sam Rockwell ad esempio regala un’altra densissima interpretazione, che viene a confermare il suo momento di grazia dopo quella altrettanto efficace vista pochi giorni fa in Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, terzo film di Martin McDonagh che a Venezia ha vinto il premio per la sceneggiatura ed è stato presentato con successo anche qui a Toronto.

Altro western durissimo e molto più disperato si è rivelato Hostiles di Scott Cooper, con Christian Bale e Rosamunde Pike. Più classico nell’impianto narrativo, il film fonde una messa in scena poderosa con una storia che a tratti risulta eccessivamente schematica. Il risultato finale è comunque un film intenso, magnifico da vedere e capace di far soffrire il pubblico insieme ai personaggi torturati dai propri demoni interiori. Anche se squilibrato forse il lungometraggio più intenso visto in questa edizione del festival canadese.

The Current War, prodotto in costume sulla battaglia tra Thomas Edison e George Westinghouse per accaparrarsi il monopolio dell’energia elettrica alla fine del XIX secolo, è un lungometraggio elegante nella confezione, forse addirittura troppo per entrare veramente in profondità nel cuore e nella testa degli spettatori. Il regista Alfonso Gomez-Rejon mette in scena lo scontro tra le due personalità - e dietro di esse tra due culture, due modi di essere americani - cercando di rendere più contemporaneo il racconto grazie a soluzioni visive che solitamente non si trovano in simili period movie. Il tentativo gli riesce a metà, in quanto The Current War in alcuni passaggi soffre di una “freddezza” non appropriata con il dramma che i personaggi vivono. Fortunatamente Benedict Cumberbatch e Michael Shannon si rivelano perfetti nelle parti di Edison e Westinghouse, capaci si esplicitare le differenze psicologiche tra i due pionieri con pochissimi gesti o espressioni. Sono i due attori il motivo principale per vede il film di Gomez-Rejon, a cui poi si accompagna un cast di non protagonisti lussuoso: Katherine Waterston, Nicholas Hoult, Tom Holland.

Prima ancora che un film sportivo Borg McEnroe è lo studio approfondito di due psicologie molto meno distanti tra loro di quanto il loro approccio al tennis non lasciasse intravedere. Il film diretto da Janus Metz più che mettere in scena la presunta sfida ideologica tra i due campioni ne sottolinea invece le affinità e le debolezze di fronte a una pressione costante e logorante, quella di chi deve sempre vincere per dimostrare a sé stessi prima di ogni altro di essere il migliore. Qualche scelta di regia e montaggio eccessivamente drammatiche rendono la parte finale meno incisiva di quella iniziale, ma nel complesso Borg McEnroe si pone come più che discreto dramma psicologico dietro la confezione del film sportivo, la quale funziona altrettanto bene. Ottimo Shia LaBeouf nel ruolo del focoso ed estroverso campione americano.

Funziona il meccanismo della commedia amara in The Upside, remake dell’enorme successo francese Quasi amici. Il regista Neil Burger si affida quasi totalmente alla coppia formata da Bryan Cranston e Kevin Hart per costruire uno spaccato di vita newyorkese che mette in contrapposizione la vita agiata di Park Avenue con quella invece difficile dei projects sparsi nei sobborghi. La confezione accurata e la sceneggiatura funzionale (scritta tra gli altri da Paul Feig) servono come veicoli specifici per lasciare campo libero ai due protagonisti, i quali funzionano a meraviglia anche grazie alla loro alchimia. Ottimo supporto lo fornisce anche Nicole Kidman. Senza brillare per originalità o inventiva The Upside si rivela comunque un più che discreto melodramma.

Andy Serkis è passato ufficialmente dietro la macchina da presa per raccontare la storia vera di Robin Cavendish, colpito nel 1959 da una forma acutissima di poliomielite che lo paralizzò completamente. Nonostante questo l’uomo, supportato dalla moglie Diana e da un gruppo fidati di amici, riuscì a vivere una vita piena e gratificante, viaggiando in giro per il mondo grazie al brevetto di una sedia che gli permise di continuare a respirare attaccato alle macchine. Inno alla vita ma anche alla scelta di condurla a proprio piacimento, Breathe è un biopic dall’impianto classico, che punta sulla solidità del prodotto invece che cercare vie realmente originali per raccontare il dramma dei personaggi. Ciò non significa che il film non funzioni, tutt’altro: Serkis si dimostra regista elegante e sensibile nella direzione degli attori. Più del protagonista Andrew Garflield, comunque molto efficace, risalta la prova asciutta e al tempo stesso febbrile di Claire Foy, che dopo il successo di The Crown conferma di avere un notevole talento.

Altro biopic su un uomo costretto su una sedia a rotelle è Stronger di David Gordon Green, racconto della vita di Jeff Bauman dopo che l’attentato alla maratona di Boston gli portò via entrambe le gambe. Il trauma, la riabilitazione e la ricerca di serenità vengono raccontate in maniera fin troppo asciutta, mettendo in scena personaggi apatici e con cui è difficile entrare in sintonia. La ricerca di realismo, anche a costo di realizzare un film sgradevole e non liberatorio, è interessante fino a mezz’ora dal termine, quando invece retorica e buonismo invadono la messa in scena smentendo tutto ciò che è stato visto in precedenza. Stronger ha così un inizio sensibile, una parte centrale complessa a livello emotivo e una fine francamente irritante. Jake Gyllenhaal e Tatiana Maslany non salvano il film di Green dalla confusione con cui è stato realizzato.

Grazie a The Thick of It e Veep per la HBO Armando Iannucci ha consolidato negli anni il suo stile di regia diretto e realistico, che puntualmente applica alla farsa politica. In occasione di The Death of Stalin l’autore torna al passato e racconta con ilare libertà i giorni successivi la scomparsa del dittatore sovietico, quando i principali membri del comitato del partito cercarono di ottenere il potere. Un cast in stato di grazia composto tra gli altri da Steve Buscemi, Jeffrey Tambor, Jason Isaacs e Andrea Risebrough aiutano Iannucci a costruire un puzzle irriverente e irresistibile, soprattutto in una prima parte scatenata. Con la progressiva escalation della lotta per il potere, senza esclusione di colpi ed epurazioni, The Death of Stalin si fa invece più cupo, senza però perdere assolutamente di efficacia. Uno dei film più lucidamente realizzati e maggiormente spassosi visti a questo Toronto Film Festival.

Un Ben Stiller molto convincente con i toni dolceamari è il protagonista di Brad’s Status, commedia di Mike Judge che mette in scena i dubbi esistenziali di un padre comune nel weekend in cui accompagna suo figlio a Boston per entrare ad Harvard. Il film è scritto con notevole sensibilità e verità psicologica, e propone un personaggio a cui ci si affeziona per la sua umanità fatta i piccole debolezze e meschinità quotidiane. Unico difetto una voce off troppo insistita, che racconta i pensieri di Brad quando gli stessi avrebbero potuto essere messi in scena o anche soltanto lasciati sfumare. Il film è comunque decisamente riuscito, e cosa forse ancor più importante sincero.

Ammore e malavita: i protagonisti del film in tre nuovi poster esclusivi

Dopo alcuni tentativi un po' goffi di aprire il concorso a film dal taglio pop, quest'anno il Festival di Venezia ha azzeccato in pieno la mossa con Ammore e malavita, il film dei fratelli Manetti che mescola musical, azione, commedia e romanticismo e che, dopo aver riscosso un grande successo critico al Lido, si prepara - ci scommettiamo - a conquistare il pubblico di tutta Italia a partire dal prossimo 5 ottobre.

Nel frattempo, vi proponiamo in anteprima esclusiva tre character poster ufficiali, che ci danno anche la possibilità di raccontarvi qualcosa di più sui personaggi protagonisti di questo film che sovverte, finalmente, l'immaginario gomorrista costruito attorno a Napoli e alla camorra.

Il primo vede assieme i due protagonisti Giampaolo Morelli e Serena Rossi: il primo è Ciro, temuto sicario della camorra al soldo di don Vincenzo, addestrato come un ninja e come un Navy SEAL assieme; la seconda è Fatima, una giovane infermiera che è stata il primo e unico amore di Ciro. E proprio per salvare lei, testimone scomoda, Ciro rinnegherà il suo boss e s'imbarcherà in una missione solitaria e impossibile per salvarle la vita.

Nel secondo poster ci sono Carlo Buccirosso e Claudia Gerini, improbabile ed esilarante coppia nei panni di don Vincenzo e di donna Maria: lui importante boss della camorra che cela le sue attività illecite dietro un'azienda ittica, lei sua moglie esuberante e appassionatissima di cinema.

Il terzo character poster di Ammore e malavita racconta invece di un trio criminale. A sinistra c'è Raiz, il cantante degli Almamegretta che per i Manetti è Rosario, la seconda delle due "tigri", la coppia di inarrestabili sicari formata con Ciro: e quando questi "tradisce", Rosario non la prenderà bene. Al centro c'è Franco Ricciardi, il cantautore che coi Manetti ha già lavorato in Song'e Napule vincendo un David di Donatello per le musiche, che nel in questo film è Gennaro, altro braccio destro di don Vincenzo.
A destra, infine, c'è un altro musicista napoletano, Ivan Granatino, che nel film è il giovane sicario che tenta di far fuori don Vincenzo per conto di un boss rivale.

Leggi la recensione del film Ammore e Malavita

Gli eroi del Natale: il trailer italiano del film animato con gli animali del presepe

Gli eroi del Natale è il titolo del film di animazione targato Sony Pictures Animation, in uscita il 30 novembre: vi mostriamo il primo trailer italiano ufficiale del cartoon, che vede protagonisti gli animali del presepe, in particolare un simpatico asinello, testimone della Natività con gli altri amici a quattro zampe.
Si tratta, a differenza di lavori come I Puffi - Viaggio nella foresta segreta, di una produzione animata dalla canadese Cinesite e diretta da Timothy Reckart.

Scopri L'Inganno: un nuovo video ci racconta meglio il nuovo film di Sofia Coppola

Dopo l'ottima accoglienza di pubblico e di critica ricevuta allo scorso Festival di Cannes, dove ha vinto anche il Premio per la miglior regia, arriva nei cinema italiani il 21 settembre L'Inganno, il nuovo atteso film di Sofia Coppola con protagonisti Nicole Kidman, Kirsten Dunst, Elle Fanning e Colin Farrell, insieme a Emma Howard, Oona Laurence, Angourie Rice e Addison Riecke.
La storia si svolge in un collegio femminile al Sud, durante la Guerra di Secessione americana. Le giovani donne che ci vivono, protette dal mondo esterno, soccorrono un soldato nordista ferito e lo portano al riparo. Mentre gli offrono rifugio e curano le sue ferite, la casa viene invasa dalla tensione sessuale e da pericolose rivalità, e i tabù vengono infranti in un'imprevista serie di eventi.

Scopriamo qualcosa in più su L'inganno, dalla stessa voce della regista e di alcune delle protagoniste, in questo nuovo video sottotitolato in italiano:

La ragazza nella nebbia: il trailer del film con Toni Servillo tratto dal romanzo di Donato Carrisi

Arriverà nei cinema il 26 ottobre prossimo La ragazza della nebbia, il film che segna l'esordio alla regia dello scrittore Donato Carrisi. Tratto dal suo omonimo romanzo best seller, pubblicato da Longanesi nel 2015, il thriller ambientato in un paesino immaginario in una valle delle Alpi, vede protagonisti Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon, e Jean Reno.
Ecco il trailer ufficiale:

Mazinga Z: ecco il primo full trailer italiano del film che porta al cinema il superrobot creato da Go Nagai

"Vola,
si tuffa dalle stelle giu' in picchiata
se sei il nemico prega e' gia' finita
la morte batte i denti, c'e'
Mazinga."
Recitava così la sigla del cartone animato che per primo, alla fine degli anni Settanta, fece conoscere in Italia il mecha creato da Gō Nagai per un manga pubblicato per la prima volta nel 1972.
Il cartone era Il Grande Mazinger, per la verità la seconda delle serie che vedevano protagoniste Mazinga Z, perché la prima arrivò da noi solo successivamente, nel 1980.

Mazinga Z - Infinity è anche il titolo del film d'animazione digitale che sta per fare il suo debutto nelle sale del nostro paese, il 31 ottobre, distribuito da Lucky Red col marchio Key Films, e che avrà la sua prima mondiale il 28 dello stesso mese alla Festa del Cinema di Roma 2017 in collaborazione con Alice nella Città.
Un film che regala per la prima volta dignità cinematografica a questo super robot che ha fatto la storia di un genere e che ha segnato le vite di tantissimi di noi.
In attesa di vederlo, eccone il primo trailer lungo:

La musica del silenzio: In anteprima mondiale a Firenze il 17 settembre

Arriverà al cinema come evento speciale a settembre - il 18, 19, 20 distribuito da QMI Stardust - La Musica del Silenzio, biopic ispirato alla vita di Andrea Bocelli e liberamente tratto dall'omonimo romanzo autobiografico.

Il film sarà presentato in anteprima mondiale domenica 17 settembre alle ore 19.00 al Cinema Odeon di Firenze, alla presenza del Maestro Andrea Bocelli, del regista Michael Radford e dell'attrice Luisa Ranieri, che nel film interpreta la madre di Amos Bardi, alter ego del tenore.
Biglietti disponibili in prevendita alla cassa del cinema (biglietto unico 10 euro).

Darren Aronofsky racconta il suo Batman Year One

Quando si è vociferato poco tempo fa di un'origin story malavitosa dedicata al Joker, interpretata da Leonardo DiCaprio, prodotta da Martin Scorsese e diretta da Todd Phillips, il regista Darren Aronofsky ha visto nell'idea un'eco di quello che lui stesso propose nel 1999 alla Warner, quando meditò sul progetto Batman: Year One (che della storyline onomima di Frank Miller sembra avere soltanto il titolo).

Il franchise era reduce dall'insuccesso del pacchianissimo Batman & Robin, e Aronofsky - racconta lui stesso - catalizzò l'attenzione della major proponendo un Batman attempato interpretato da Clint Eastwood e attivo in una Gotham ricavata dalla reale Tokyo. In realtà poi Darren non proseguì su questa linea, dando vita a una proposta differente: un'origin story completamente diversa per Bruce Wayne, presentato come un orfano cresciuto nell'autofficina di Big Al, sempre minacciato dal sottobosco criminale circostante. L'atmosfera doveva essere appunto più affine a quella di Taxi Driver che al classico cinecomic, lo stesso approccio che la Warner sembra aver ora recuperato per il ventilato progetto sul Joker.

"Sapete, credo che finalmente... forse ci siamo. Ero 15 anni in anticipo sui tempi. Sento quello che dicono sul film col Joker ed è esattamente la mia visione. Dissi: gireremo nell'East Detroit e nell'East New York. Non riscostruiremo Gotham. Volevo che la Batmobile fosse una Lincoln Continental con due motori di bus montati sopra. [...] Cercavamo di reinventare tutto per avvicinarci alla visceralità di Taxi Driver. L'idea generale era quella. Ma quelli in cima dissero: no, non può essere una Lincoln Continental, dev'essere una Batmobile."

Dopo il grande successo di Logan presso la 20th Century Fox, si può tranquillamente pensare che un approccio propriamente noir-gangsteristico funzioni. Madre!, ultima fatica di Aronofsky passata per il Festival di Venezia, sarà in sala dal 28 settembre.

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