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Lorella Cuccarini voce italiana di Tempest Shadow, protagonista di My Little Pony - Il film

Lorella Cuccarini è la doppiatrice italiana d’eccezione del film d’animazione My Little Pony - Il film. Conduttrice, attrice, ballerina e cantante, Lorella Cuccarini presta ora la sua voce a Tempest Shadow, uno dei personaggi principali del magico universo dei Little Pony in arrivo sul grande schermo il 6 dicembre.

Tempest, che nella versione originale ha la voce di Emily Blunt, è un pony dal carisma forte ma ancora insicuro del suo posto a Equestria. Lorella Cuccarini avrà anche modo di dimostrare le sue doti canore: il personaggio di Tempest infatti, in puro stile My Little Pony, canterà la versione italiana del brano Open Up Your Eyes.

“È stato divertente prestare la mia voce a Tempest ed entrare nel magico mondo di Equestria!” – ha commentato Lorella Cuccarini a proposito della sua esperienza di doppiatrice d’eccezione – “My Little Pony - Il film, è un viaggio unico, fantastico e spettacolare, dedicato principalmente ai più piccoli, ma che farà tornare bambine anche tutte le mamme che, come me, sono cresciute con i colori e la magia dei piccoli pony volanti.”

My Lilttle Pony - Il film uscirà nelle sale italiane il 6 dicembre distribuito da Leone Film Group e Eagle Pictures.

(foto Lorella Cuccarini di Gianmarco Chieregato)

Nelle pieghe del tempo: il trailer italiano del fantasy Disney in live action

Conquisterà le sale italiane nel mese di marzo del 2018 Nelle pieghe del tempo, una fantastica avventura in live action oltre i confini del tempo e dello spazio targata Walt Disney Studios. Diretta da Ava DuVernay (regista di Selma - La strada per la libertà), è basata su una sceneggiatura di Jennifer Lee (che ricordiamo per Frozen - Il regno di ghiaccio), che ha adattato l’omonimo romanzo di Madeleine L’Engle. Pubblicato per la prima volta nel 1962, il libro ha venduto oltre 23 milioni di copie in tutto il mondo, è stato tradotto in 35 lingue e ultimamente è balzato di nuovo in cima alle classifiche. Il cast del film comprende Oprah Winfrey, Reese Witherspoon, Mindy Kaling, Chris Pine, Gugu Mbatha-Raw, Michael Peña, Levi Miller, Deric McCabe, André Holland, Zach Galifianakis e, per la prima volta in un ruolo da protagonista, Storm Reid.

12 Strong: primo trailer del film con Chris Hemsworth (senza martello ma col fucile, e a cavallo) contro i talebani

Chris Hemsworth contro i talebani.
Senza martello, ma col fucile. E a cavallo.
Il film, infatti, si chiamava Horse Soldiers fino a un po' di tempo fa, ma ora ha come titolo ufficiale 12 Strong.
Basato su un best seller di Doug Stanton, adattato dal Ted Tally del Silenzio degli innocenti e dal Peter Craig di Hunger Games: Il canto della rivolta, è diretto dal danese Nicolai Fuglsig alla sua prima prova americana, e racconta la storia di un team delle Forze Speciali americane inviato in Afghanistan all'indomani dell'11/9 per stanare i talebani e i terroristi di Al Quaeda.

Con Hemsworth, impegnati in questa missioni ci sono anche Michael Shannon, Michael Peña, Trevante Rhodes, Geoff Stults, Thad Luckinbill, Austin Stowell, Ben O’Toole, Austin Hebert, Kenneth Miller, Kenny Sheard e Jack Kesy. Ma ci sono anche Navid Negahban, Laith Nakli, Fahim Fazli e Yousuf Azai, nei panni di militari afghani che si uniranno a loro per il felice esito della loro missione.
E che forniranno loro i cavalli, come fossero nel Far West.

Una scomoda verità 2 e altri film sui cambiamenti climatici, tra realtà e finzione

Undici anni fa un documentario dal titolo Una scomoda verità, diretto da Davis Guggenheim e patrocinato dall'ex Vice-Presidente degli Stati Uniti (nonché candidato democratico alle elezioni del 2000) Al Gore, approdava con effetto dirompente al cinema: attraverso le parole e la presenza di Gore stesso, in prima linea nella battaglia per salvaguardare l'ambiente, Una scomoda verità denunciava infatti i rischi legati al riscaldamento globale e la necessità di modificare il prima possibile il nostro atteggiamento nei confronti di questo problema, spesso sottovalutato. Capace di richiamare un'enorme attenzione nel pubblico, il film di Guggenheim incassò cinquanta milioni di dollari in tutto il mondo, una cifra record per un'opera di questo tipo, registrò oltre sette milioni di spettatori nelle sale e vinse due premi Oscar: per il miglior documentario e per la canzone I Need to Wake Up, composta da Melissa Etheridge.

A distanza di poco più di un decennio da questo piccolo, grande fenomeno cinematografico, il 31 ottobre e il 1° novembre sarà nelle sale italiane, distribuito da 20th Century Fox, Una scomoda verità 2 (in originale, ironicamente, An Inconvenient Sequel): il documentario in cui Al Gore traccia il punto della situazione su cosa è cambiato, nel bene e nel male, dai tempi del film precedente, fino ad arrivare al Trattato di Parigi dell’anno scorso, e riprende la sua lotta per denunciare i pericoli del riscaldamento globale e gli effetti nefasti sulle esistenze di migliaia di persone. E ancora una volta, lo shock di una visione del genere è legato a quell’ideale “corto circuito” tra realtà e finzione: i cambiamenti climatici, infatti, fanno ormai parte del nostro immaginario di spettatori, ma ci sembrano appartenere all’universo della fantasia e della creazione artistica, quando invece si tratta di una minaccia terribilmente reale, e che in più occasioni ha avuto modo di concretizzarsi nei fatti.

Jim & Andy: The Great Beyond: il trailer del documentario sulla lavorazione di Man on the Moon su Netflix dal 17 novembre

Tra i film più intensi visti nel corso dello scorso Festival di Venezia, che già ha avuto uno standard qualitativo piuttosto alto, c'era anche un documentario dal titolo Jim & Andy: The Great Beyond – Featuring a Very Special, Contractually Obligated Mention of Tony Clifton.
Prodotto da Spike Jonze, il film è basato su un videodiario commissionato da Jim Carrey ai tempi della lavorazione di Man on the Moon, il film di Milos Forman sul geniale e folle comico Andy Kaufman e sul suo alter ego Tony Clifton.
Un materiale che per anni è rimasto chiuso in casa di Carrey, e che documenta la complessa, totale e problematica identificazione dell'attore con i suoi personaggi su quel set.
Il film, diretto da Chris Smith, diventa così un coinvolgente, divertente e commovente studio sulla recitazione, sulla rappresentazione e sulla realtà, e su quell'attore bravissimo e complesso che è Carrey.
Lo potrete vedere su Netflix a partire dal prossimo 17 novembre, e il consiglio è di non perderlo.

50 primavere: in anteprima la locandina italiana della commedia francese al femminile di Natale

Quella francese è una delle poche cinematografie che regala ruoli di spessore anche alle attrici over 50, come nel caso della commedia al femminile 50 primavere, diretta da Blandine Lenoir. Si fa ironica paladina dei nuovi 40 Agnès Jaoui, regista e attrice di molte commedie sofisticate del decennio scorso.

Aurore è separata, ha appena perso il suo lavoro e presto diventerà nonna, l’ha appena saputo. La società la vorrebbe lasciare ormai da parte, ma quando per caso ritrova il suo amore giovanile, trova la forza per opporsi al rischio rottamazione che le si para davanti. Una nuova vita per Aurore, ma anche per le tante donne e uomini che si vorranno avvicinare, con la mediazione di un’attrice ironica e di grande sensibilità come la Jaoui.

50 primavere arriverà nelle nostre sale per Natale, il 21 dicembre. 

Nel frattempo vi presentiamo in anteprima ed esclusiva la locandina italiana del film, che potete vedere qui sotto.

I, Tonya: Margot Robbie pattina nel primo teaser originale

Imbruttita per l’occasione, come d’obbligo per un’interpretazione da stagione dei premi, la bella Margot Robbie dimostra le sue qualità d’attrice in una delle sorprese di questa stagione, in prima fila anche in chiave Oscar, e di cui abbiamo parlato dal Festival di Toronto. I, Tonya, in programma alla Festa di Roma, è la storia della pattinatrice Tonya Harding, protagonista nei primi anni ’90 di un evento che da cronaca sportiva sconfinò nella nera. Fu accusata, e squalificata, per l’aggressione compiuta dal suo clan, in prima linea il marito, contro la più elegante Nancy Kerrigan, una rivale agguerrita per il podio alle imminenti Olimpiadi di Lillehammer. 

Divenne in un attimo la persona più odiata del Paese, fu bandita a vita dai ghiacci del mondo intero e finì in disgrazia anche il tentativo di convertirsi in pugile professionista. Il regista Craig Gillespie racconta la sua storia con l’eccentricità dimostrata in Lars e una ragazza tutta sua, strutturandolo come un falso documentario, il cosiddetto mockumentary. Oltre alla Robbie, prenota una nomination anche la perfida madre, interpretata con maestria da Allison Janney.

Vi presentiamo il primo teaser del film, un suggestivo sguardo coreografato nel mondo di Tonya Harding, che nella vita sapeva fare solo una cosa: pattinare.


Quentin Tarantino su Harvey Weinstein: "Sapevo abbastanza da fare più di quel che ho fatto..."

Dopo che qualche giorno fa Quentin Tarantino aveva chiesto tempo per riflettere bene su cosa dichiarare riguardo lo scandalo che ha travolto il "suo" produttore Harvey Weinstein, il regista di Pulp Fiction e Bastardi senza gloria ha rilasciato un'intervista al New York Times in cui ammette di essere al corrente da anni degli abusi perpetrati da Weinstein.

Ecco alcune delle sue dichiarazioni:"Sapevo abbastanza da fare più di quello che ho fatto. C'era più dei soliti pettegolezzi. Non erano notizie di seconda mano. Sapevo che aveva fatto un paio di quelle cose. Vorrei essermi preso la responsabilità di quello che avevo sentito. Se avessi fatto quello che andava fatto allora, non avrei dovuto più lavorare con lui."

Tarantino ha ammesso che mentre stava intrattenendo una relazione con Mira Sorvino - una delle attrici vittime di abusi da parte di Harvey Weinstein - quando venne a conoscenza che il produttore le aveva fatto delle avance inappropriate. Il regista sapeva anche che lo stesso aveva ottenuto un accordo di patteggiamento con Rose McGowan, la quale lo aveva accusato di stupro. "Quello che ho fatto è stato minimizzare gli incidenti. Tutto quello che dico ora suonerà come una scusa di merda. Ognuno che era vicino a Harvey ha avuto notizia di almeno uno di questi incidenti. Era impossibile non lo sapessero."

Nell'intervista Tarantino ha dichiarato che nel trattare le donne Hollywood ha operato secondo un sistema sessista e razzista (definito nello stile Jim Crow) che i maschi hanno tollerato: "Gli abbiamo permesso di esistere perché era così che andavano le cose. Adesso chiedo agli uomini che sapevano di più di non aver paura. Non rilasciate soltanto dichiarazioni. Riconoscete che c'era qualcosa di marcio in Danimarca. Facciamo voto di comportarci meglio per le nostre sorelle. Quello che è stato accettato in precedenza è adesso insostenibile per chiunque abbia una coscienza." 

Commento personale di chi ha scritto questa notizia: tutto questo è adesso insostenibile signor Tarantino, ADESSO???

 

Get Out e Chiamami con il tuo nome fanno il pieno di nomination ai Gotham Award

Come ogni anno la cosiddetta "stagione dei premi" parte con le nomination ai Gotham Award, un riconoscimento a dire il vero non troppo influente per capire quali saranno i film più competitivi per gli Oscar, invece veritiero su quelle che invece potrebbero essere le produzioni "indipendenti" (che poi tanto indipendenti sempre non sono...) in gradi di diventare le sorprese che ogni anno ottengono qualche nomination agli Academy Award.

Se il buongiorno so vede dal mattino, Chiamami con il tuo nome di Luca Guadagnino sarà un titolo molto gettonato nei prossimi mesi in quanto a candidature e premi: il film infatti figura insieme a Get Out di Jordan Peele tra i più importanti nominati per i Gotham Award. Entrambi sono stati candidati come miglior film e se la vedranno con I, Tonya, The Florida Project e Good Time. Chiamami con il tuo nome si è guadagnato anche le segnalazioni per la sceneggiatura di James Ivory e quella per l'attore rivelazione dell'anno andata giustamente a Timothée Chalamet



IT: Stephen King ci racconta il Club dei Perdenti

E' da oggi nei cinema italiani IT, il film diretto da Andrés Muschietti tratto dal romanzo capolavoro di Stephen King. Oltre a Bill Skarsgård, nei panni del malvagio clown Pennywise, il film vede protagonisti un gruppo di giovanissimi attori che formano il cosiddetto Club dei perdenti (The Losers Club), sette ragazzini, tutti vittime, per varie ragioni, delle angherie dei bulli di Derry, la piccola cittadina nel Maine dove vivono. Loro sono Ben Hanscom (Jeremy Ray Taylor), Bill Denbrough (Jaeden Lieberher), Jackson Robert Scott), Eddie Kaspbrak (Jack Dylan Grazer), Richie Tozier (Finn Wolfhard), Stan Uris (Wyatt Oleff) e Beverly Marsh (Sophia Lillis) e Mike Hanlon (Chosen Jacobs). Ce ne parla lo stesso Stephen King:

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